Buone notizie per il Digitale in Italia

Buone notizie per il Digitale in Italia

Pochi giorni fa è stato presentato il Rapporto “Il Digitale in Italia 2025” realizzato da @Anitec Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT.

La crescita dei servizi ICT

Nello scorso anno il Digitale in Italia ha raggiunto il valore di 81.6 Mld di euro, facendo registrare una crescita di 3.7 punti percentuali, nettamente superiore alla crescita dell’anno precedente (2.1%) e superiore anche alla crescita del PIL nazionale. Le prospettive sono ottime anche per gli anni a venire: per il 2025 si stima una crescita del 3.4% rispetto al 2024 e la previsione estesa al 2028 punta al raggiungimento di un valore complessivo di mercato di 93 Mld di euro.

Crescita DIgitale in Italia rispetto al PIL

A trainare questa crescita, i servizi ICT ad alto valore aggiunto come la Cybersicurezza, il Cloud e l’Intelligenza Artificiale. L’AI è l’elemento che registra la maggiore crescita (+38,7% 2023 vs 2024) con un mercato che supera, in valore i 900 milioni di euro ed è nondimeno il mercato che ad oggi ha un enorme potenziale ancora inespresso: in Italia, infatti, solo l’8,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti la utilizza

Un altro spunto interessante emerso durante la presentazione dei dati è quanto le applicazioni come il Cloud o l’AI, per quanto rilevanti e trainanti, non possono esistere senza una infrastruttura. Occorre quindi che gli investimenti vadano di pari passo e che si metta in atto un processo virtuoso per creare delle politiche industriali e di sviluppo che supportino la progettazione e la realizzazione di infrastrutture informatiche all’altezza delle sfide che la digitalizzazione oggi accoglie.

Come si compone il mercato del Digitale il Italia nel 2024

Andando a guardare i dati del 2024 notiamo infatti che i servizi ICT (che includono Cloud e AI) rappresentano il21% del totale, i dispositivi e i sistemi rappresentano il 25%, Software e soluzioni ICT pesano l’11%, le soluzioni ed i servizi di rete il23%. Infine il 20% del mercato del Digitale in Italia è composto dai contenuti e dalle pubblicità on line. Tutte queste componenti hanno fatto registrare una crescita nel fatturato del 2024, anche la porzione Dispositivi e sistemi, che tra il 2022 e il 2023 aveva avuto una flessione di oltre 4 punti percentuali, e che invece nel 2024 è cresciuta del 1.6% anche grazie alla vendita di server legati alla creazione di nuovi Data Center sul territorio italiano. (oggi in Italia si contano circa 170 Data Center)

Come si compone il mercato Digitale in Italia nel 2024

Le sfide poste dalla gestione dei dati

Sappiamo che i dati oggi rappresentano un asset strategico fondamentale per le aziende e per il sistema Paese, ma dove possono essere collocati questi dati? La scelta della creazione e localizzazione dei Data Center sul territorio nazionale, della gestione e del costo dell’energia elettrica necessaria per il funzionamento degli stessi, della trasmissione dei dati da e verso i data center e ovviamente della sicurezza di tutto il sistema sono dei temi di fondamentale importanza.

Massimo Del Checco, Presidente Anitec -Assinform ha sottolineato come l’Italia abbia già al suo interno le competenze tecniche e progettuali per gestire al meglio tutte queste tematiche e come, con un migliorato coordinamento tra pubblico e privato, si possano ottenere risultati importanti anche in tempi relativamente brevi.

Chi ha investito di più sul Digitale in Italia?

I settori pubblici, anche grazie al sostegno del PNRR, sono quelli che hanno fatto registrare gli investimenti più importanti: Pubblica Amministrazione (centrale +11,1%, locale +10,2%), Sanità (+10,6%), Education (+7,4%). Seguono i settori finanziari: Assicurazioni (+7,1%) e Banche (+6,6%).

A livello geografico, la crescita più elevata si registra nel Lazio, nelle regioni centrali, poi in quelle di nord-ovest con la Lombardia che mantiene la quota di spesa regionale più alta d’Italia, quindi nord-est, sud e isole.

Cresce, più o meno come lo scorso anno, la Cybersecurity sia in termini di hardware che di software e servizi, per contrastare il crescente numero di attacchi informatici (nel 2024 sono 357 gli attacchi “severi”) ed è un settore che andrà ad espandersi ulteriormente per garantire la compliance e normative come Dora e NIS2.

L’impatto dell’AI

Cresce, come già detto, l’AI del 38.7% da un anno all’altro. Anche se i numeri in valore assoluto nono sono ancora così rilevanti, occorre considerare che quando si parla di AI si dovrebbe valutare anche tutto il sistema di dispositivi, data center, cloud e dati che l’AI porta con sé.  Un’altra considerazione importante è che la crescita dell’AI segna una divisione netta tra diversi segmenti di mercato: investono di più non solo quelli che hanno maggiori budget a disposizione, ma soprattutto quei segmenti che riescono a trarre maggiore valore aggiunto dall’adozione di questa nuova tecnologia, incorporandola in modo profittevole nei processi aziendali.

Un focus specifico è stato fatto sull’adozione dell’AI nella Pubblica Amministrazione: nel 2024, la spesa totale per l’AI nella PA ha raggiunto i 47,3 milioni di euro (+45.5%), con una previsione di ulteriore crescita a 64,4 milioni di euro (+36.2%) nel 2025. Ci sono però differenze consistenti tra l’adozione dell’AI a livello centrale e a livello locale: nel primo caso infatti l’adozione in processi strategici arriva al 28.6% del totale, mentre nelle amministrazioni locali questa percentuale si ferma al 7.4%. Viceversa sono oltre il 20% dei comuni che hanno dichiarato di NON prevedere l’adozione dell’AI, a fronte di un 4.7% a livello centrale. Il tema, come illustrato da Giancarlo Capitani nella sua presentazione, è quello delle competenze. Molte amministrazioni locali infatti non hanno nei loro uffici figure professionali in grado di utilizzare in modo proficuo le soluzioni basate su AI.

L'adozione dell'AI nella PA in Italia

Il tema delle competenze è cruciale anche nelle previsioni di sviluppo del Digitale nei prossimi 3 anni, la mancanza di competenze tecniche, ma anche manageriali crea timori o false aspettative sull’utilizzo dell’AI e potrebbe in pochi anni ridurre la spinta propulsiva che questa nuova tecnologia ha oggi su tutto il settore.

In previsione, alcuni punti sono da tenere in considerazione:

  • l’impatto massiccio dell’utilizzo dell’AI sulle Risorse Umane, in termini di numero, ma anche ti qualità delle risorse
  • il costo della produzione di software si ridurrà grazie all’uso massiccio dell’AI e si potrebbero avere fenomeni di reshoring dai paesi emergenti
  • l’uso intensivo dell’AI genererà costi crescenti in termini di elaborazione dati ed energia
  • le aziende dovranno sempre più tenere conto della compliance alle normative europee quali AI Act, ma anche alla sicurezza allargata così come prevista dal nuovo accordo sulle spese per la difesa firmato dai Paesi aderenti alla NATO
  • l’opportunità per l’Italia nella costruzione di nuovi Data Center sia per l’Europa che per i Paesi del Mediterraneo, data la saturazione in altri Paesi UE